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PROGETTO SYSTEM

SYSTEM: i primi mesi di un progetto che dà voce ai giovani

 

Gennaio–Maggio 2026: il percorso di avvio, ad Arona e a Cureggio, di spazi per i giovani del territorio

 

Gennaio: due porte che si aprono

Il progetto parte da due contesti molto diversi tra loro.

A Cureggio, paese di circa 2.600 abitanti, le attività si svolgono a Casa Tacchelli, la villa messa a disposizione dal Comune. Al primo piano si ritrova, nel pomeriggio, un gruppo di ragazzi più giovani; la sera, fino alle 22:30, lo spazio è dedicato ai più grandi. Periodicamente ci si ritrova per una cena condivisa, con compiti distribuiti tra i partecipanti — chi cucina, chi pulisce, chi fa la spesa — e un momento serale che si trasforma in occasione di attività, visione di un film o semplice condivisione.

Ad Arona, città più grande con circa 14.000 abitanti, gennaio segna invece l’apertura di un nuovo spazio all’interno dell’Oratorio, dove si è svolto il primo incontro pomeridiano con un gruppo di giovani, dedicato a esplorare interessi e possibili attività da sviluppare nei mesi successivi. Fin da subito, ci ha accompagnati un forte entusiasmo.

Febbraio: costruire le basi

Non tutte le tappe di un percorso di comunità sono spettacolari, ma sono tutte necessarie. Febbraio è stato, per entrambi i centri, un mese di questo tipo.

Ad Arona prosegue l’allestimento degli spazi, con un lavoro corale che coinvolge ragazzi, youth leader e youth worker nella definizione delle attività da proporre. Le scelte fatte in questa fase — quali proposte accogliere, come organizzare gli spazi — contribuiscono a costruire l’identità del centro nel tempo.

A Cureggio, il freddo invernale sposta la socialità verso il gioco da tavolo e i momenti conviviali, mantenendo viva la frequentazione del centro anche nei mesi meno favorevoli dal punto di vista climatico.

In entrambi i casi, la progettazione delle attività non è calata dall’alto: nasce dal confronto diretto con i giovani, dal brainstorming condiviso tra chi frequenta il centro e chi lo anima ogni giorno.

Marzo: dare voce, in tutte le sue forme

Marzo porta con sé due percorsi paralleli, entrambi centrati su un unico obiettivo: creare spazi in cui i giovani possano esprimersi liberamente.

Ad Arona prende il via il laboratorio di scrittura rap e trap. Un gruppo di ragazzi inizia a scrivere i propri testi, accompagnato da due figure complementari: Martina, youth worker con esperienza consolidata, e Federico, giovane youth worker che è anche cantante rap. La musica diventa così strumento di elaborazione ed espressione, oltre che di aggregazione.

Parallelamente, sempre ad Arona, il gruppo delle ragazze esprime il bisogno di uno spazio dedicato: incontri riservati, pensati per parlare liberamente senza il timore del giudizio, su temi che sentono rilevanti per la propria vita quotidiana. Dal primo confronto emerge un quadro composito, in cui ansia e stanchezza risultano gli stati d’animo prevalenti in questa fase della loro vita — un dato che conferma quanto sia necessario offrire, accanto alle attività ricreative, spazi di ascolto reale e non giudicante.

Aprile: quando i giovani prendono in mano l'organizzazione

Aprile porta un segnale che consideriamo particolarmente significativo: la crescente autonomia organizzativa dei giovani che frequentano i centri.

Ad Arona, l’intero gruppo organizza un torneo FIFA su PlayStation, capace di generare un forte coinvolgimento anche tra chi, in attesa del proprio turno, si dedica ad altri giochi digitali e non. Il successo dell’iniziativa porta già alla progettazione di un secondo torneo, questa volta aperto a ragazzi di altri paesi che non frequentano abitualmente il centro.

A Cureggio, l’arrivo di Matteo, ad affiancare Sabrina, coincide con la ripresa delle attività all’aperto: oltre alla consueta Casa Tacchelli, il gruppo utilizza ora anche lo spazio pubblico “Il Cementone” per il basket 3 contro 3 e il calcio da strada. Nelle ore serali, i ragazzi più grandi continuano a beneficiare di uno spazio sicuro per cenare insieme e confrontarsi.

Questi episodi confermano un principio cardine del nostro modello di intervento: quando ai giovani viene offerto uno spazio di fiducia, tendono a trasformarlo in un luogo di iniziativa propria.

Maggio: la musica continua

Maggio conferma la continuità dei percorsi creativi avviati nei mesi precedenti. I laboratori di scrittura rap proseguono con un nuovo gruppo di ragazzi impegnato nella composizione di un brano inedito, sotto la guida di Matteo, che affianca i giovani nel processo di traduzione delle loro idee in forma musicale. Un percorso che conferma il valore della musica come strumento di espressione e di elaborazione personale.

Uno sguardo ai prossimi mesi

In cinque mesi, SYSTEM ha già mostrato ciò che accade quando ai giovani viene offerto uno spazio sicuro in cui essere ascoltati: nascono relazioni, si sviluppano competenze, si rafforza il senso di appartenenza alla propria comunità. Il percorso è solo all’inizio, e continueremo a raccontarlo passo dopo passo.

Un grazie speciale va all’Oratorio di Arona e a Casa Tacchelli di Cureggio.

SYSTEM – Safe Youth Space: Tool for Empowerment è un progetto Erasmus+ che coinvolge organizzazioni di Polonia, Grecia e Italia, con l’obiettivo di rafforzare le competenze degli youth workers, promuovere metodologie innovative nel lavoro con i giovani, creare spazi sicuri e inclusivi per la partecipazione giovanile, sostenere il benessere psicologico e relazionale dei giovani, favorire il protagonismo e l’impegno civico, e sviluppare reti di collaborazione tra organizzazioni, enti locali e comunità.

Il progetto System è promosso insieme a Vedogiovane da: Stowarzyszenie
Akwedukt (Polonia) e UNITED SOCIETIES OF BALKANS (Grecia)

Alcune attività del progetto